Il piano editoriale SEO per il blog

Il tuo sito web perde continuamente traffico nonostante pubblichi nuovi articoli in continuazione? Hai mai pensato che il vero problema potrebbero essere tutte le nuove pagine che continuamente pubblichi?

Certe volte pensiamo di fare del bene al nostro sito pubblicando nuovi contenuti; invece, non facciamo altro che appesantire la scansione del sito web.

La conseguenza sarà che, più articoli scriviamo, più a parità di interesse del nostro pubblico, vedremo il sito web perdere posizioni nella SERP dei motori di ricerca.

Spesso pubblichiamo articoli di getto, date dall’umore del momento. Queste pagine, inutili dal lato SEO, non vengono ritenute meritevoli di ricevere traffico organico da Google. Okay scrivere un articolo perché in quel momento si ha voglia di farlo, ma farlo senza un piano editoriale SEO ben preciso può allontanare un blog dal tema che tratta o da quello che Google gli ha attribuito.

Per non correre questo rischio, il mio consiglio è quello di redigere un buon piano editoriale orientato alla SEO e seguirlo passo passo.

Cosa è un piano editoriale SEO?

Il piano editoriale SEO non è nient’altro che una lista di titoli e di paragrafi per i contenuti del blog e il suo obiettivo è quello di posizionare le proprie pagine nei motori di ricerca.

Individuare gli argomenti del piano editoriale SEO per il blog

Per individuare gli argomenti di un calendario editoriale SEO per il blog, come prima cosa, va fatta keyword research, ovvero la ricerca delle parole chiave andando ad analizzare principalmente due fattori. Per prima cosa va analizzato il contesto dei siti web pertinenti, in pratica di quelli che ottengono i migliori posizionamenti per le keywords sulle quali andrai a competere. La seconda analisi va fatta sul contesto dei pertinenti, ovvero la totalità degli argomenti che vengono trattati da siti web inerenti al nostro stesso argomento per attirare potenziali clienti.

Operativamente, individuati i 4 concorrenti più vicini per tipologia e numero di parole chiave, noi di ZAG utilizziamo i filtri avanzati di Semrush nella funzione dominio vs dominio per darci modo di individuare:

– le parole chiave in comune

– le parole chiave migliori

– le parole chiave migliori dati dal volume di ricerca

Una volta analizzati i volumi di ricerca e la correlazione delle keywords rispetto agli obiettivi di visibilità che ci siamo posti, utilizziamo Ubersuggest partendo da keyword long tail che definiscono l’intero ambito di interesse e procediamo facendo selezione e analisi semantica sulle forme composte dai termini più frequenti nei primi 100 risultati di ricerca.

Una volta completato questo passaggio apriamo un foglio di word ed inseriamo tutti i dati, le idee estratte dalle ricerche appena effettuate. Ricordiamoci sempre che un buon inbound marketing, un content marketing fatto con chiarezza, non deve e non può assolutamente essere sottovalutato da chi scrive un blog SEO

Come individuare gli argomenti

I titoli devono avere al suo interno, non per forza all’inizio, i termini per i quali vogliamo andare a posizionarci. Ad esempio, se volessi posizionarmi per “scoliosi” cosa dovrei fare? Per individuare il titolo più adatto apriremo Google e guarderemo i titoli contenuti in prima pagina. L’obiettivo che ci dobbiamo porre è quello di individuare un nuovo title che vada a coprire intenti di ricerca ancora inesplorati, se ce ne sono o, in alternativa, crearne uno abbastanza provocatorio per attirare un click “curioso”.

Nel secondo caso l’articolo andrà scritto per sviluppare quella sfumatura cercando di condurre gli utenti fino alla fine, con un buon storytelling applicato alla SEO.

Come individuare i titoli dei paragrafi

Per individuare i titoli dei paragrafi possiamo partire da qualsiasi software che espanda le classi di query mediante interfaccia con le API di Google suggest.

Noi utilizziamo, solitamente, AnswerThePublic, perché risponde in maniera chiara, semplice e decisa alle domande quando, come, cosa, per, senza etc. che hanno la funzione di espandere le query in classi, fornendoci chiavi di lettura sorprendenti ed estremamente utili da sviluppare per fare la differenza sul piano editoriale.

Molto interessante è anche l’utilizzo delle Topic Research di Semrush oppure di Google Trends. Da una keyword di partenza vi affianca altri termini partendo dal criterio di frequenza nei primi 100 risultati organici di Google.

Piano editoriale SEO per blog aziendali

Quando il sito web ha una doppia alberatura dei contenuti, dobbiamo fare molta attenzione a non creare articoli o archivi che andranno a sovrapporsi con le pagine del nostro business.

Se ad esempio gestiamo il sito di una Web Agency che offre servizi di sviluppo siti webSEO, social media management e campagne sponsorizzate, dovremo stare molto attenti a non creare cannibalizzazioni tra pagine, servizi, articoli o categorie di articoli ottimizzati esattamente per le stesse keywords.

Dovremo pertanto evitare di mantenere sul nostro sito la pagina servizio “SEO” e la categoria di articoli “SEO“. Hai già fatto questa sciocchezza e leggendo questo articolo pensi sia troppo tardi? Nessun problema, puoi unirle spostando la pagina SEO come testo introduttivo dell’archivio di articoli corrispondente, secondo la strategia degli archivi. Se pero ci accorgiamo che, un singolo articolo si posiziona meglio della pagina servizio corrispondente, potremo reindirizzare l’articolo a quella pagina.

Prima di farlo però dovremo capire il motivo per il quale Google ha preferito l’articolo alla pagina. I motivi potrebbero essere molteplici. Potrebbe dipendere dalla distribuzione dei link interni, dagli argomenti trattati nell’articolo in quanto rispondono meglio alle intenzioni di ricerca degli utenti in quel momento. Quindi, prima di cancellare un articolo pensateci sempre sopra.

Piano editoriale SEO per siti e-commerce

Gli e-commerce devono essere un orologio svizzero dal punto di vista della propria struttura, soprattutto se pubblicano migliaia di prodotti e richiedono risorse di scansione a vagonate. Un piano editoriale SEO per siti e-commerce gestito male può essere motivo, nel tempo, di un peggioramento dei posizionamenti organici dei prodotti. Vedremo il traffico diminuire via via che si inseriamo nuovi contenuti editoriali, ottenendo così l’effetto opposto di quello che vorremmo ottenere.

Dovremo pertanto diversificare opportunamente l’ottimizzazione delle categorie del blog rispetto a quelle degli archivi dei prodotti. Così facendo sfrutteremo appieno le potenzialità dell’alberatura doppia e produrremo un reale beneficio, in termini SEO, all’intero sito web.

Si possono vedere siti web storici mantenere, nonostante un pessimo lavoro sul blog interno, un buon posizionamento per alcune keywords. In caso di sovrapposizioni non recuperabili, il nostro consiglio è quello di ripartire da zero con il piano editoriale SEO oppure spostare il blog su di un sottodominio rendendolo indipendente.

Suggerimenti per un piano editoriale SEO

Un piano editoriale proposto in ottimizzazione SEO per siti web deve essere ripreso, monitorato e variato periodicamente in funzione degli algoritmi, delle ricerche utenti ma soprattutto non andrebbe mai fatto con leggerezza ed approssimazione per potere avere un buon posizionamento su google.

Non dobbiamo limitarci all’utilizzo di un solo tool e dobbiamo pensare che la keyword research è una scienza sociale e va curata in ogni minimo dettaglio. Dobbiamo partire dal presupposto che le search intent, gli interessi delle persone cambiano e variano in base anche a quello che succede nel mondo, nel nostro paese, nelle nostre vite.

Detto questo dovremmo anche imparare a gestire la struttura del testo con gli algoritmi di composizione, le logiche di internal linking e quelle di verticalizzazione sugli obiettivi, ma non lo faremo in questo articolo.

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